Il Cortocircuito: si parla di Microsoft, Bethesda e Amazon Luna con Roberto Serranò

Ospite de Il Cortocircuito: si parla di Microsoft, Bethesda e Amazon Luna


La redazione di Multiplayer.it mi ha invitato a prendere parte alla puntata della rubrica Cortocircuito del 25 Settembre 2020 per parlare della recente acquisizione di Zenimax da parte di Microsoft e Amazon Luna.

A partire dalle 16 Pierpaolo Greco, Alessio Pianesani e Francesco Serino di M.it hanno introdotto i temi del giorno sul loro canale di Twitch e mi hanno posto domande inerenti i probabili scenari a seguito delle recenti notizie che hanno infiammato il mercato dell’intrattenimento digitale:

  • MICROSOFT E BETHESDA – Un’acquisizione che cambia TUTTO
  • AMAZON LUNA – Il servizio streaming in stile TV satellitare

A seguito dell’acquisizione di Zenimax Media Inc. (Alpha Dog Games, Arkane Studios, Bethesda Softworks, id Software, MachineGames, Roundhouse Studios, Tango Gameworks, ZeniMax Online Studios) da parte di Microsoft Xbox, la recente voce di corridoio relativa all’interesse da parte di Sony PlayStation di acquisire Ubisoft e la presentazione di Amazon Luna come nuova soluzione di Cloud Gaming on-demand, ho esposto gli scenari plausibili a breve e lungo termine.

L'acquisizione di Zenimax Media da parte di Microsoft è un fatto mai accaduto finora

Dopo aver sborsato circa 7.5 miliardi di dollari per acquisire Zenimax Media e gli studi di sviluppo associati, Microsoft applicherà un allineamento del business plan fino al 2022 attraverso una prima serie di attività:

  • pianificazione delle milestone in base al valore di profitto da parte dei nuovi studi;
  • blocco dei licenziamenti;
  • congelamento degli accordi attuali;
  • revisione degli accordi futuri;
  • riduzione dei costi.

A seguire, ci saranno un’altra serie di attività sempre in linea con il business plan che includono:

  • non rinnovare accordi di esclusività con gli studi minori interni non remunerativi;
  • confermare la distribuzione dei franchise annunciati in uscita anche su altre piattaforme diverse da Xbox (vedi PlayStation) prediligendo le piattaforme Xbox attraverso esclusività temporale e/o contenuti esclusivi;
  • blindare i progetti non ancora annunciati e in sviluppo da parte dei neo studi di Zenimax Media come esclusive Xbox;

L’acquisizione di Zenimax Media da parte di Microsoft non ha avuto un effetto di rilancio delle azioni quotate in borsa sul mercato, quasi a voler sembrare non profittevole.

C’è da dire che Microsoft stava per debuttare sul mercato con due console next-gen, Xbox Series X e Xbox Series S, con la percezione condivisa da molti di non avere titoli a supporto del lancio: il rinvio di Halo Infinite e l’annuncio che tutti i nuovi progetti in sviluppo da parte degli studi Xbox Game Studios sarebbero arrivati molto tempo dopo.

Aver siglato una acquisizione di questa portata, mai avvenuta prima d’ora e quindi entrata nella storia, ha sicuramente rassicurato i fan di Xbox e posto le basi per nuovi scenari.

La risposta di Sony non può essere simile a quella Microsoft, poiché la corporate nipponica non ha le risorse finanziare per poter emulare un servizio PlayStation sullo stesso livello di Xbox Game Pass.

Sony non ha una sua infrastruttura Cloud ma si appoggia ad Azure di Microsoft già per il PlayStation Now.

Nel prossimo futuro ci possono essere due scenari.

  • Sony decide di continuare a rinnovare gli accordi con Microsoft per mantenere l’infrastruttura attuale puntando solo sul portfolio delle sue esclusive e gli accordi di terze parti per contenuti dedicati
  • Sony stringe una alleanza con uno dei due colossi quali Amazon e Google già presenti sul mercato con la loro offerta di Cloud Gaming per dare vita ad una offerta mai vista fino ad ora in grado non solo di competere con la concorrenza ma dare sostenibilità alla Compagnia.

Amazon e Google hanno una forte esperienza e sono leader nella gestione di infrastrutture complesse e performanti, mentre Sony ha la competenza nel gestire il mercato videoludico grazie alle sue produzioni interne.

Amazon in particolare ha provato (e sta provando ancora) ad avere una sua presenza grazie all’apertura dello studio Amazon Games ma i risultati negativi non lasciano sperare nulla di buono.

Google sta cercando di trovare ancora la bussola dopo aver solcato i mari del cloud gaming con Stadia, un prodotto dal debutto avveniristico ma ancora non in grado di reggere il confronto nel mercato gaming.

Un accordo a metà del ciclo di vita di PS5 con Amazon o Google è lo scenario plausibile.

Nintendo non ha necessità di competere con Sony e Microsoft. L’azienda nipponica vive per così dire un mercato parallelo dove solo i fatturati rendono le compagnie più vicine di quanto lo sono in realtà; basti pensare che nel recente Anno Fiscale, Nintendo Switch ha superato  Microsoft Xbox in termini di unità distribuite.

Nintendo non ha necessità al momento di giocare la carta del cloud gaming perché, come Sony, non ha una infrastruttura proprietaria e vuole farlo solo quando sarà in grado di dare un valore aggiunto alla sua piattaforma.